Lavoro come festa

 

Lo scopo del lavoro è procurarsi piacere.

Aristotele

 

Le parole per descrivere il lavoro in oriente

La parola thailandese ngan significa sia “lavoro” che “festa”.
Non ne consegue che i thailandesi non siano in grado di distinguere tra lavoro e festa e certamente non si deve presumere che i thailandesi vadano al lavoro come andrebbero ad una festa. Implica, piuttosto, che ogni volta che sia possibile trasformare il lavoro in festa, i thailandesi lo fanno. La mentalità industriale, più avvezza a considerare lavoro e festa come opposti, potrebbe trovare, a prima vista, incomprensibile questo singolare concetto dei thailandesi.

L’origine del termine spiega pienamente il mistero. L’ambiente agricolo, nel quale la maggior parte dei thailandesi vive e lavora, fa sì che le persone si ritrovino insieme in gruppi uniti da parentele ed amicizia per svolgere attività difficili o lavori che richiedono una mano d’opera maggiore di quella cui un gruppo famigliare possa provvedere. Perciò, tham ngan (lavorare) assume letteralmente il significato di “fare una festa”.
In un ambiente urbano moderno, un invito a ngan in casa di amici non significa che ognuno debba portare un badile ed essere pronto a scavare il giardino, ma tuttora implica un elemento di lavoro collettivo. Questo lavoro, come la maggior parte dei lavori in Thailandia, é fatto dalle donne. Gli uomini aiutano al massimo a stendere all’aperto una copertura impermeabile cosi che possono sedersi all’ombra e bere Mekong whisky mentre aspettano che le donne preparino il cibo. Lavorare insieme é molto più divertente che fare le solite faccende domestiche.

La maggior parte delle persone preparerebbero una festa piuttosto che trapiantare riso. Questo lavoro non é verosimilmente molto divertente, ma farlo insieme lo rende almeno sopportabile. L’organizzazione del lavoro secondo modelli cooperativistici, porta benefici economici sicuri ma il sorprendente numero di persone che vi partecipano é di solito maggiore del numero minimo richiesto per ottenere questi benefici. Nessuno vuole essere lasciato fuori. Questo accade non perché esiste un sentimento altruistico nell’aiutare il proprio vicino, ma perchè il lavoro fatto da una famiglia per un’altra é esattamente e direttamente ricambiato con altro lavoro. Essere lasciati fuori dal lavoro significherebbe essere lasciati fuori dalla festa. Lo scambio di lavoro implica per la famiglia ospitante il dar da mangiare a tutti i partecipanti sia prima che dopo il lavoro; i ruoli si rovesciano quando giorno dopo giorno cambia la famiglia ospitante. Pertanto, in determinati periodi dell’anno, “lavoro” e “festa” sono, se non sinonimi, almeno molto correlati tra loro.

Durante la giornata di lavoro, le schiene sono piegate ma esiste sempre la possibilità di valutare la resistenza e pazienza di una eventuale futura moglie o genero. E quando le schiene si raddrizzano e ci si siede all’ombra per un po’, ci sono amici con cui chiacchierare e mangiare.

R. & N. Cooper

Dal libro Thailand: culture shock